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Omphalos l’ombelico del Mondo
Nell’antica Grecia si ricavava dalla pietra un particolare oggetto di forma conica di alto valore mistico, l’Omphalos, che si ritrova in molte zone e culture diverse, in particolare a Delfi nel tempio di Apollo luogo in cui la Pizia elargiva i suoi vaticini. Questa scultura spesso marmorea, dalla forma di un alveare, recava intorno a sé una maglia di api, perfettamente congiunte. Ricca di suggestione e significati ancestrali, viene riconosciuta quale centro fisico e spirituale da cui si è evoluto successivamente il mondo. Dove veniva collocato l’Omphalos, quello era il luogo di contatto tra i due mondi, quello ctonio, il ventre della terra abitato da serpenti e il mondo celeste, divino.
La presenza delle api, quali messaggere ispirate che profetavano pensieri provenienti da altri mondi, procurano dolci sogni e visioni magiche. Fungono da indissolubile anello di congiunzione tra le forze terrestri e quelle divine.
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Nell’oracolo Delphico, l’Omphalos, aveva la forma di alveare. A Delphic Amphictyonic League Coin (c.336-335 BC). The obverse shows the veiled head of Demeter and the reverse shows a serpent (Python) coiled around a net-covered omphalos stone.
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Apollo che più tardi presiedeva l’Oracolo a Delphi, chiamò la sua sacerdotessa oracolare l’Ape-Delphica, il ronzio dell’Ape era inteso come la voce della Dea e fonte di divinazione e profezia. (da Pompei, Casa dei Vettii – Museo Archeologico Nazionale di Napoli)
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L'omphalos più antico si trova nel Museo di Sofia, in Bulgaria. Si tratta di un piccolo oggetto in argilla della cultura Vinča, una civiltà neolitica situata lungo il Danubio in Serbia, Bulgaria e Romania che fiorì tra il 6000 e il 3500 a.C.
Omphalos e gli uccelli
Ricerca di Nathalie van Ravenstein del Centro del Suono, 2003

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Le due aquile di Zeus e la pietra caduta dal cielo
Il mito racconta che Zeus, nel suo tentativo di localizzare il centro della terra, fece partire due aquile dalle due estremità del mondo e i due grandi rapaci partendo contemporaneamente e volando alla stessa velocità, arrivarono sopra l’area di Delfi ai piedi del monte Parnaso. Qui Zeus lanciò una pietra dal cielo e nel punto in cui essa cadde fu fondato il famoso tempio di Apollo delfico, il più importante di tutto il mondo greco. L’omphalos indicava che Delfi, col suo santuario, era il centro del mondo, il suo ombelico.
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Electrum stater– Omphalos von Delphi mit zwei antithetischen Adlern, darunter ein Thunfisch nach
r. ca. 430-410 v. Chr. Kyzikos, Mysien,Türkei -Münzkabinett der Staatlichen Museen zu Berlin ikmk.smb.museum/object?lang=en&id=18200158
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The tree of life, omphalos and Nimrud – Assiri, Mesopotamia
aratta.wordpress.com/2015/06/02/the-tree-of-life-omphalos-and-nimrud
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Nell’immagine dall’alto:
-Semicerchio = volta stellare – con sequenza ritmica
-Croce nel cerchio
-Colombe
-Chiave
-Rombo
-Linea serpentiforme che fuoriesce da un contenitore
-Monte con tre vibrazioni o strati e palla in cima ( in India l’uovo cosmico viene rappresentato con tre linee vibrazionali intorno)
-Due gigli a stemma
Lunetta dell'antico Santuario, posto sulla cima del Monte Montovolo o Monte Ovuli, chiamato nella tradizione locale anche la Montagna Sacra, è un monte che si trova nella Valle del Reno, nell'Appennino Tosco Emiliano a 50 Km da Bologna e 60 Km da Firenze. Nell’antichità era un Centro Oracolare.
Montovolo, Ombelico del Mondo Etrusco
di Graziano Baccolini

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Disegno che riproduce i glifi incisi sulla punta di una pietra ovale appuntita che si trova nel Museo Aria di Marzabotto e datata V sec AC. Si nota al centro, esattamente sulla punta, la croce inscritta in un cerchio, simbolo degli antichi ombelichi con ai lati due gigli stilizzati codice di Montovolo.
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I "centri oracolari" più noti si trovano attorno al Mediterraneo ed erano i luoghi dedicati anticamente alla pratica religiosa. I più antichi finora conosciuti risalgono alle prime dinastie dei Faraoni ( circa 2900 a.c) e presumibilmente tutti hanno origini molto remote e forse più antiche di quanto si possa supporre dalle appurate notizie storiche o dalle iscrizioni trovate sul sito. Sembra infatti che in origine, in tempi remotissimi avessero la funzione di localizzare precise posizioni geodetiche collegate tra loro, anche in aree diverse dal Mediterraneo.
Montovolo, centro Oracolare Etrusco
Da LA PIETRA OVALE: SIMBOLO RELIGIOSO ETRUSCO FINORA MISCONOSCIUTO

di Graziano Baccolini per Edicolaweb
I "centri oracolari" più noti, come Delfi, Dodona, Delo ecc, si trovavano nell'antica Grecia ed erano i luoghi dedicati alla pratica religiosa e divinatoria. Ogni centro, per distinguersi da altri luoghi religiosi, aveva una pietra di forma ovale, definita anche pietra-ombelico (omphalos) e per questo motivo i vari centri si definivano anche "ombelico del mondo" e a volte erano in contrapposizione tra loro. Ad ogni centro oracolare era anche associato un "codice arboreo". Per esempio Dodona aveva la quercia, Delfi aveva l’alloro, Delo la palma, ecc e tali piante venivano riprodotte spesso sulla pietra Ovale o nelle vicinanze. La pianta serviva anche come "codice", che veniva usato nei messaggi inviati ad altri centri probabilmente tramite piccioni o colombi viaggiatori, per indicare da dove provenivano i piccioni. Per tale motivo sopra le pietre ovali o nelle vicinanze spesso venivano incisi due volatili, posti di fronte uno all'altro. A volte quando il centro oracolare era più importante degli altri si incideva o si poneva sopra la pietra ovale una croce, spesso inscritta in un cerchio, antico simbolo pre-cristiano noto in tutti i continenti per indicare i luoghi più sacri. Montovolo o Monte Ovuli, chiamato nella tradizione locale anche la Montagna Sacra, è un monte che si trova nella Valle del Reno, nell'Appennino Tosco Emiliano a 50 Km da Bologna e 60 Km da Firenze ed ha diverse caratteristiche che mi fecero supporre che sia stato un Centro Oracolare. Per prima cosa notai che sulla lunetta dell'antico Santuario, posto sulla cima del Monte, vi erano incisi due piccioni o colombe poste una di fronte all’altra con al centro una croce inscritta in un cerchio che probabilmente non è una croce Cristiana. Inoltre in basso, ai due lati, sono incise due piante che sembrano "gigli" ma che potrebbero essere giunchiglie o iris usate come il "codice arboreo" del centro sacro di Montovolo, dato che tali piante spontanee sono ancora tipiche della zona. Dopo queste prime osservazioni e sapendo che alle pendici di questo monte, come a Montacuto Ragazza, sono stati ritrovati in passato numerosi reperti Etruschi, ho potuto formulare l'ipotesi di un possibile antichissimo "Centro Oracolare" ancora in uso nel periodo Etrusco. Successivamente ho cercato altre conferme di ciò. Per definire un sito oracolare oltre agli elementi visti prima, a volte vi è la figura di un serpente rappresentato sulla pietra Ovale del Centro. Riguardo Montovolo è riportata una leggenda, che i meno giovani del luogo conoscono, che narra di "un serpente, nascosto sotto una grossa pietra a custodia di un tesoro, che aspetta un bacio da una giovane per riprendere le sembianze umane". La figura del serpente si riscontra spesso nei miti di altri notissimi centri oracolari come quelli di Delfi e di Delo. Inoltre, come riportato da Graves, a Delfi esiste anche una antichissima ballata che narra "di un eroe incarnato in un serpente che rivuole le sembianze umane". Come si vede questa è una storia molto simile a quella di Montovolo. La grossa pietra della leggenda potrebbe essere proprio la pietra ovale con sopra scolpito il serpente. Per ora è rimasta solo la leggenda ma forse la pietra ovale è sepolta sotto la chiesa o nelle vicinanze. La pietra ovale ci riconduce probabilmente all’origine del nome Monte Ovolo che alcuni storici spiegano con la "forma tondeggiante del massiccio" ma se ciò fosse molti altri monti avrebbero tale nome. Il nome dovrebbe significare invece Monte dalla Pietra Ovale. Successivamente ho trovato un’altra correlazione, che lega Montovolo a Delfi. A Delfi esiste una sorgente sacra che si chiama Castalia e che aveva sette fontane con davanti un'enorme vasca. Anche alle pendici del Montovolo esiste, o meglio esisteva, una sorgente in un luogo che si chiama tuttora Cantalia e tale sorgente, aveva sette fontane ed una enorme vasca davanti come quella di Castalia a Delfi. Questa bellissima fontana ora è stata distrutta e sul luogo esiste un Deposito in Cemento costruito nel 1980! A circa 20 km da Montovolo, lungo la strada che conduce a Bologna, esistono i resti dell’antica città etrusca di Misa (nel comune di Marzabotto ). La sua scoperta è avvenuta nella seconda metà del 1800 e fino da allora i resti di questa antica città etrusca destarono meraviglia in tutto il mondo. La scoperta della città di Misa dava concretezza alla leggendaria esistenza di una lega delle dodici città a nord dell’Appennino. Se esisteva una dodecapoli doveva esserci anche la sua Montagna Sacra dove i Lucumoni si riunivano per prendere le decisioni più importanti. Ho visitato quindi la città di Misa per cercare prove che mi confermassero che questa Montagna Sacra poteva essere Montovolo. Le prove sono subito comparse! La prima "stranezza", che appare davanti ai visitatori delle Necropoli di Marzabotto, è vedere che sopra numerose tombe vi è una grossa pietra Ovale. Le tombe che non l’hanno sopra l’hanno nelle vicinanze o sono state tolte. Alcune pietre Ovali, le più belle, sono nel Museo Aria di Marzabotto. Oggi ogni tomba ha sopra il suo simbolo religioso, che per noi è la Croce. Allora il simbolo religioso di quella dodecapoli e forse di tutte le altre era la pietra Ovale. Se è cosi la Montagna Sacra è Montovolo che anche nel nome conserva tuttora il significato di "Monte dalla pietra Ovale". Recentemente ho trovato una ulteriore conferma alla mia ipotesi, che può essere utile per quelli che sono ancora scettici. Su una grossa pietra in marmo a forma ovale, datata V secolo a.C. ed esposta nel museo Aria di Marzabotto, ho ritrovato inciso il "codice arboreo" di Montovolo, cioè i due gigli, e sulla punta della pietra il primordiale simbolo sacro della croce inscritta in un cerchio che come abbiamo visto si ritrova anche nel lunotto di Montovolo. In questo modo gli Etruschi di Marzabotto volevano probabilmente indicare la loro Montagna Sacra che ora si chiama Montovolo. Devo ricordare che finora queste pietre Ovali sono definite dagli storici "un cippo o ciottolo di fiume che ne costituiva il segnacolo o cippo a sfera o a bulbo e per altri un simbolo fallico"! Nel Museo di Bologna tali pietre ovali vengono definite steli a "pigna".
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Necropoli di Marzabotto dove si può notare le tombe con le pietre Ovali. Prof. G. Baccolini Università di Bologna
Articolo pubblicato da G. Baccolini su HERA, aprile 2001, N16 pg 61 e riassunto in un altro articolo di G. Volterri su HERA maggio 2001, N17 pg 64.
(Per ulteriori informazioni vedere: www.fci.unibo.it/~baccolin/montovolo-retreats.html)
L’ omphalos e la griglia terrestre
Sull’omphalos di Delfi si trovano rappresentate le api disposte a griglia simile al fiore della vita e alla Griglia Terrestre contrassegnata dalle ley-lines. (collage WM)
Griglia Magnetica Terrestre - Un’ipotesi affascinante non ancora ben confermata dalla scienza ufficiale. La terra sarebbe attraversata da linee magnetiche che creano su tutto il pianeta una vera e propria griglia magnetica terrestre. Alcuni studiosi si sono accorti che dentro i campi magnetici creati dalla griglia dodecaedrica si verificano spirali di elettricità terrestre e maggiore salinità degli oceani. Si è anche scoperto qualcosa di ancora più affascinante. Più di 4000 antichi siti sacri con piramidi, obelischi, templi, santuari, oracoli, pagode, monoliti, menhir, sarebbero situati esattamente sulla griglia magnetica terrestre. Sembra infatti che gli antichi usassero l’energia della griglia magnetica della terra attraverso dei catalizzatori. Remote conoscenze contenute nel feng shui dei cinesi e nella geomanzia degli etruschi e dei romani.
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This is a torso of Apollo wearing the agrenon, found at Hadrian's Villa near Tivoli
Betilo la pietra caduta dal cielo
L’omphalos era anche considerato come un betilo, dal latino "Baetylus", greco "Baitylos, un termine di origine semitica che significava "casa di dio". Veniva attribuito a pietre sacre che si suppone fossero dotate di vita. Sin dal paleolitico e per tutto il periodo preistorico si trovano rocce naturali a forma di cupola, menhir e lingam sacralizzati, ma è nell’antichità che abbiamo l’evidenza di pietre cadute dal cielo; le meteoriti, considerate simboli della deità e venerate come divinità stesse. Tra le più famose vi era la pietra nera di Cibele che da Pessinunte, un'antica città della Frigia, fu poi portata nel 204 a.C. solennemente a Roma. Un altro famoso betilo si trovava a Emesa in Siria, e fu trasportato a Roma dall'imperatore Eliogabalo nel 220.
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Il tempio del Dio Sole di Eliogabalo ad Emesa con il betilo al centro

Omphalos l’ombelico del Mondo

Abstract:

Nell’antica Grecia si ricavava dalla pietra un particolare oggetto di forma conica di alto valore mistico, l’Omphalos, che si ritrova in molte zone e culture diverse, in particolare a Delfi nel tempio di Apollo luogo in cui la Pizia elargiva i suoi vaticini. Questa scultura spesso marmorea, dalla forma di un alveare, recava intorno a sé una maglia di api, perfettamente congiunte. Ricca di suggestione e significati ancestrali, viene riconosciuta quale centro fisico e spirituale da cui si è evoluto successivamente il mondo. Dove veniva collocato l’Omphalos, quello era il luogo di contatto tra i due mondi, quello ctonio, il ventre della terra abitato da serpenti e il mondo celeste, divino.

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  • Title: Omphalos l’ombelico del Mondo
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