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Ronzatori cosmici


Rombi volanti ideati e realizzati da Walter Maioli
Dalle tensostrutture ai ronzatori cosmici
I migliori ronzatori cosmici sono quelli ad archetto, che in definitiva sono delle tensostrutture, ovvero dei rametti e degli elastici posti in tensione.
Per realizzarli ci vogliono dei particolari rami, flessibili ma non troppo, forti e resistenti alla tensione, ponendo attenzione che abbiano un rametto laterale, una ramificazione che fungerà da supporto all’elastico, a tale scopo i più adatti sono i rametti di quercia, erica, olivo.

La ricerca di questi rami e ramificazioni mi accomuna al lavoro svolto dal grande Bruno Munari per realizzare le sue ultime opere di tensostrutture, infatti basta leggere il testo da lui scritto, riportato sotto, dove ricerca i rami e le ramificazioni. A Bruno Munari mi legava una reciproca stima, dovuta alle affinità artistiche. Lui apprezzava molto la musica che realizzavo con pietre, semi, conchiglie e abbiamo avuto modo di collaborare per realizzare un museo allestito dai bambini. L’ultima volta che lo vidi, mi mostrò nel suo studio, delle straordinarie opere inedite, di cui non trovo immagini da nessuna parte, consistevano in lunghi sottili rami diritti con una piuma da una parte, posti in bilico con corde tese tra un più grosso ramo. Ebbene il sottile ramo con la piuma ondeggiava come una bilancia al minimo movimento dell’aria, bastava muovere un braccio che la piuma oscillava. Credo proprio che Bruno si sarebbe entusiasmato per i ronzatori cosmici, che in definitiva sono delle tensostrutture sonore, infatti quando li ho realizzati, non potevo non pensare al suo lavoro.
Negli anni trenta Munari lavora attorno all'idea di strutture in tensione, sculture astratte in cui uno scheletro strutturale viene messo in tensione da fili. Si tratta di idee e di forme astratte tridimensionali che mettono in relazione la produzione di Munari con quella di uno dei pionieri del costruttivismo russo, il lettone Karlis Johansons (1892-1929). A partire dagli anni '60 anche l'artista americano Kenneth Snelson lavora sulla progettazione di strutture costruite con tubi metallici e cavi. La conoscenza e la stima con Munari è documentata e reciproca. Munari all’inizio utilizza per le sue opere delle aste di legno con i fili, come Johansons, mentre Snelson di metallo.



Karlis Johansons Bruno Munari Kenneth Snelson
Successivamente Munari sempre più devoto ai materiali naturali grezzi, utilizza dei rami per realizzare le tensostrutture.


“si possono trovare rami secchi di frassino di castagno di betulla di lauro di carpino di acero di ciliegio di pero di magnolia... alcuni duri e pesanti altri leggeri e fragili tutti rivestiti con le loro tipiche cortecce alcune molto decorative come nella vanitosa betulla altre incredibili come di ghisa, nel frassino. Talvolta qualche ramo è rovinato dalle intemperie rami invece sono ben conservati ed hanno forme molto interessanti formati secondo i codici di crescita dei vegetali per cui le ramificazioni del frassino sono fatte spesso di armoniose curve che ricordano disegni in stile liberty mentre la ramificazione degli aceri va più per linee rette rispettando però sempre (quasi) l'angolazione di attacco al ramo precedente. Qualche ramo secco si trova ancora in parte attaccato penzolante alla pianta madre altri sono adagiati sull'erba tra i fiori nei prati tra un boschetto e l'altro. Faccio così una prima scelta di questi rami diversi e con un seghetto giapponese sottilissimo e taglientissimo taglierò via quelle parti del ramo che non servono allo scopo.”
Bruno Munari, dal racconto pubblicato sul catalogo della mostra Alta Tensione, Galleria Vismara, Milano 1991



Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998) Uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco. Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano.

Dalle tensostrutture ai ronzatori cosmici

Abstract:

I migliori ronzatori cosmici sono quelli ad archetto, che in definitiva sono delle tensostrutture, ovvero dei rametti e degli elastici posti in tensione.
Per realizzarli ci vogliono dei particolari rami, flessibili ma non troppo, forti e resistenti alla tensione, ponendo attenzione che abbiano un rametto laterale, una ramificazione che fungerà da supporto all’elastico, a tale scopo i più adatti sono i rametti di quercia, erica, olivo.

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  • Title: Dalle tensostrutture ai ronzatori cosmici
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  • Posted on: 2021-05-10 09:47:39
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  • Modified on: 2021-05-10 09:47:39
  • Internal Code: tensostrutture-ronzatori-cosmici



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